DEMENZE

Hai un familiare che…dimentica dove ha parcheggiato l’auto? Perde il filo del discorso? Ripete spesso le stesse cose? Non ricorda i nomi delle cose? si perde nel suo quartiere? Non si orienta in auto?

Questi sintomi potrebbero essere i segnali di un’iniziale demenza, la cui forma più comune è quella di Alzheimer; le demenze sono caratterizzate da un andamento lentamente ingravescente che comporta tendenzialmente iniziali difficoltà di memoria a cui si possono associare difficoltà linguistiche, di orientamento, deficit visuo-percettivi e alterazioni del comportamento.

La persona può mostrare una difficoltà progressiva a svolgere una o più delle seguenti attività:

Imparare e ricordare nuove informazioni.

E’ più ripetitivo; ha difficoltà a ricordare recenti conversazioni, eventi e appuntamenti; frequentemente posiziona gli oggetti in malo modo.

Eseguire compiti complessi.

Ha difficoltà a seguire una serie complessa di pensieri o nell’eseguire compiti che richiedono numerose azioni.

Ragionare.

E’ incapace a rispondere con una ragionevole strategia a problemi insorti a casa o al lavoro; si mostra stranamente poco riguardoso delle regole sociali di comportamento.

Orientarsi.

Ha difficoltà nell’orientamento durante la guida dell’automobile e tende a perdersi anche in luoghi che gli/le sono familiari. Può manifestare difficoltà a ricordare il giorno della settimana o la data attuale.

Parlare.

Ha difficoltà sempre maggiori a trovare le parole che esprimano ciò che vuole comunicare e a seguire le conversazioni.

Avere un comportamento adeguato.

E’ passivo e non reagisce adeguatamente alle differenti situazioni, è più irritabile e sospettoso del solito, interpreta in modo sbagliato stimoli uditivi o visivi.

La diagnosi di demenza si fonda su accertamenti clinici, strumentali e laboratoristici tra i quali, come indicato dalle Linee Guida della Società Italiana di Neurologia (Musicco et. al, 2004) “è indispensabile … un’indagine sistematica sulle differenti aree cognitive” attraverso una accurata valutazione neuropsicologica.

L’esecuzione di un’adeguata e ragionata batteria di test neuropsicologici fornisce indicazioni indispensabili sull’esistenza e gravità dei deficit cognitivi e sulle aree cognitive preservate. Tali dati sono di cruciale importanza per una corretta diagnosi differenziale tra le varie forme di demenza, con conseguenti ovvie ripercussioni sulle scelte terapeutiche.

Indispensabile nel percorso diagnostico è inoltre la valutazione psicologico-comportamentale effettuata attraverso la somministrazione di scale e questionari specifici e l’osservazione del paziente. Tali indagini sono mirate ad una accurata valutazione dei disturbi comportamentali e sono fondamentali per effettuare le opportune scelte di intervento terapeutico farmacologico e non.

Le valutazione neuropsicologica e comportamentale è di estrema importanza per orientare gli interventi farmacologici, prevalentemente sui disturbi comportamentali correlati alla condizione di demenza, e la stimolazione cognitiva per i deficit cognitivi.

Nel campo delle demenze, infatti, sono applicabili con successo tecniche di stimolazione cognitiva fondantisi sulle conoscenze inerenti la plasticità cerebrale e la possibilità di sfruttare la riserva cognitiva. Le tecniche riabilitative sono finalizzate al rallentamento della progressione dei sintomi legati alla demenza (World Alzheimer Report, 2011) attraverso una serie di esercizi che mirano al potenziamento delle abilità preservate e il mantenimento di quelle deficitarie (memoria e orientamento alla realtà) con l’obiettivo di migliorare l’orientamento personale, temporale e spaziale attraverso stimoli multimodali (verbali, visivi, scritti, musicali).

I servizi offerti sono:
 
VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA
per un corretto inquadramento diagnostico e per stilare un piano di intervento riabilitativo personalizzato.
RIABILITAZIONE COGNITIVA
per potenziare le abilità preservate e mantenere quelle deficitarie, con lo scopo di rallentare il decorso della patologia.
COUNSELLING PSICOLOGICO
    • per i familiari al fine di migliorare la qualità dell’approccio al malato. L’obiettivo è quello di offrire ai familiari uno spazio di contenimento ed elaborazione delle problematiche legate alla patologia, far diminuire il distress percepito e far gestire in maniera più funzionale sentimenti e comportamenti quali aggressività, senso di colpa, angoscia.