Disturbi cognitivi e sclerosi multipla

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Disturbi cognitivi e sclerosi multipla

La Sclerosi Multipla può comportare disturbi delle funzioni cognitive che, se non correttamente riconosciuti e trattati, hanno ricadute negative sulla qualità della vita.

 

La Sclerosi Multipla (SM) è una malattia autoimmune cronica demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale, causando un ampio spettro di segni e sintomi sensoriali, motori e cognitivo-comportamentali. La malattia si manifesta, generalmente, tra i 15 e i 50 anni e ha un incidenza maggiore nel sesso femminile (circa due a uno).

Un aspetto invalidante della sintomatologia è legato alle difficoltà a carico del funzionamento cognitivo: circa il 65% dei pazienti lamenta difficoltà nel ricordare le cose o nell’amministrare efficacemente le normali attività di vita quotidiana. Tali difficoltà impattano negativamente sulla vita sociale, lavorativa e affettiva dei pazienti in quanto conducono a una sostanziale riduzione della propria qualità di vita. I suddetti deficit possono essere riscontrati in qualsiasi fase della malattia, essendo descritti sin dall’esordio dei sintomi neurologici e anche in fase pre-sintomatica.

I deficit cognitivi hanno anche un valore prognostico: pazienti che presentano performance cognitive deficitarie sin dall’esordio della malattia hanno una più rapida evoluzione della sintomatologia neurologica rispetto a pazienti cognitivamente sani.

Il grado di compromissione cognitiva ha una stretta correlazione con alcuni parametri neuroanatomici, in particolare con il volume delle lesioni della sostanza bianca e con il livello di atrofia cerebrale totale.

Le principali difficoltà cognitive evidenziate in pazienti con SM sono a carico delle capacità di memorizzazione (in particolare la memoria a breve termine), di attenzione (facile distraibilità, difficoltà a portare a termine più cose contemporaneamente) e un generale rallentamento del pensiero (riduzione della velocità nel processare le informazioni).

Per poter valutare oggettivamente il proprio livello di efficacia cognitiva, è utile sottoporsi a valutazioni neuropsicologiche specifiche, eseguite da personale sanitario specializzato; tali valutazioni hanno, infatti, lo scopo di indagare il reale funzionamento cognitivo e psicologico del soggetto onde eventualmente indirizzarlo verso percorsi di sostegno psicologico o di riabilitazione cognitiva.

Per approfondimenti:

Chiaravalloti ND, DeLuca J. Cognitive impairment in multiple sclerosis. Lancet Neurol. 2008 Dec;7(12):1139-51.

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